Le Gole Alte del Raganello

 

Canyon, pareti scoscese, passaggi tortuosi, cascatelle impetuose e placidi laghetti cristallini sono gli elementi caratteristici che compongono il paesaggio delle ​Gole del Raganello. Uno scenario da sogno, meta ambita da escursionisti, torrentisti e semplici visitatori.

 

L’area protetta delle Gole del Raganello

Le Gole del Raganello prendono il nome dal torrente che le attraversa, il Raganello, appunto. Il nome di questo torrente deriva dalla parola greca Ragas, che significa dirupo. Ma esiste anche un’interpretazione decisamente più legata alla cultura del territorio, che associa questo nome al verbo dialettale rragàre, che significa lottare. Una spiegazione molto più pittoresca, che richiama l’idea della dura lotta con il torrente, necessaria per affrontare le sue impetuose acque. Il torrente Raganello nasce nel Massiccio del Pollino, dalla Sorgente di Lamia e scorre verso il Mar Ionio, scavando stretti e tortuosi passaggi attraverso le imponenti rocce. Nel corso dei millenni, il lavorio dell’acqua ha creato uno degli spettacoli naturali più superbi di Europa, che prende il nome di Gole del Raganello. Queste profonde spaccature nelle rocce creano un canyon lungo all’incirca 12 chilometri, interamente racchiuso nella quiete selvaggia del Parco Nazionale del Pollino. Le stesse gole, sono una tra le tante aree protette della Calabria, tutelate per la loro bellezza e per il patrimonio faunistico che custodiscono. Nella natura incontaminata che circonda quest’area vivono e proliferano numerose specie animali, fra cui la donnola, il cinghiale, l’ululone dal ventre giallo, il tasso, il falco pellegrino e il corvo imperiale. Se si è fortunati, si può anche avere il privilegio di veder volteggiare, in cima alle vette, la maestosa aquila reale. Negli ultimi anni, in questo habitat incontaminato, addirittura il lupo ha ripreso a ripopolare le zone più selvagge e meno contaminate dalla presenza dell’uomo. Le ripide ed aspre Gole del Raganello sono incorniciate da una vegetazione che in alcuni tratti può risultare addirittura invalicabile. Salendo in quota, i pini loricati spadroneggiano incontrastati, veri e propri giganti sopravvissuti alle ere glaciali. Così come eroiche sopravvissute sono le estese faggete, che negli ultimi anni si sono aggiudicate il riconoscimento di patrimonio dell’umanità da parte dell’Unesco. Completano l’incantevole panorama gli abeti bianchi, che spuntano qua e là tra i faggi, conferendo a queste montagne un aspetto fiabesco.

 

Le Gole Alte del Raganello

Il maestoso canyon del Raganello è convenzionalmente suddiviso in tre aree, ognuna con caratteristiche proprie: le Gole Alte, anche conosciute come le Gole di Barile, le Gole Basse e i Bacini del Raganello, dove le tumultuose acque del torrente si placano in un ampio bacino, prima di sfociare nei pressi di Sibari. Le Gole Alte del Raganello sono la parte più selvaggia dell’intero complesso di canyon. Partono dalla Sorgente della Lamia ed arrivano a San Lorenzo in Bellizzi, in corrispondenza della Timpa di Porace-Cassano e della Timpa di San Lorenzo. L’incontro fra queste due imponenti timpe crea un canyon stretto, ripido e tortuoso, in cui l’acqua del torrente scorre tumultuosa fra massi staccatisi dalle cime, tronchi di alberi trasportati dal torrente e placidi laghetti tanto limpidi, quanto gelidi. Nel corso degli anni il Torrente Raganello ha scavato la roccia calcarea, plasmando questi canyon di estrema bellezza, su cui si affacciano pareti rocciose alte centinaia di metri. Alcune gole sono talmente strette che il sole le illumina solo quando è allo zenit. Un paesaggio forgiato dal tempo e dagli elementi, immerso in un ambiente selvaggio ed isolato, che regala l’illusione di essere stati catapultati nel bel mezzo del giurassico. La spettacolare bellezza di questo luogo attrae ogni anno migliaia di turisti, che attraversano le gole in tutti i modi possibili. Il torrentismo, l’arrampicata e il trekking sono gli sport più adatti per visitare quest’area affascinante e selvaggia.

 

Torrentismo

Il miglior modo di visitare le Gole di Raganello è affidarsi ad uno dei tanti gruppi, specializzati in escursioni di questo tipo, che affollano la zona. Questo consiglio è a maggior ragione valido per risalire le Gole Alte del Raganello, quelle che presentano il maggior livello di difficoltà tecnica. L’alto numero di incidenti occorsi negli anni passati, ha fatto sì che i gruppi escursionistici operanti in zona si siano dotati di guide certificate ed attrezzature di sicurezza. In questo modo, anche gli escursionisti meno esperti possono affrontare questo trekking acquatico senza correre alcun rischio. L’avventurosa risalita del canyon delle Gole Alte del Raganello inizia in Località Barile, nei pressi del caratteristico paesino di San Lorenzo in Bellizzi. Dopo aver lasciato la macchina vicino l’ultima masseria, inizia l’avventura in questo paesaggio dantesco, uno dei più maestosi di tutta Europa. Una curiosità: il nome Barile deriva dal suono che i grandi massi, che si staccano dalle rocce durante la stagione di piena, fanno risuonare all’interno delle gole. L’origine di questo nome dà l’idea di quale possa essere uno dei rischi lungo il percorso e convince chiunque ad indossare lo scomodo casco da torrentismo, anche con il caldo più estremo! Appena iniziato il percorso, si incontrano i Guardiani del Barile, enormi rocce che ostruiscono il letto del torrente, costringendo i torrentisti a divertenti e difficoltose manovre per poterli superare. Dopo aver affrontato rinfrescanti cascatelle e pozze d’acqua, si giunge al Cucchiaio, un masso incavato ed estremamente scivoloso, che richiede molto impegno per essere valicato. Qui la visione è mozzafiato. Le gigantesche timpe di Cassano e di San Lorenzo, alte fino a 500 metri, conferiscono al paesaggio un aspetto selvaggio ed inquietante. Le rocce presentano sfumature multicolori e si intuisce facilmente come siano state lavorate dall’azione millenaria del torrente. Laggiù,ci si sente davvero molto piccoli ed infinitamente grati alla natura per aver creato un paesaggio tanto maestoso! Superato anche questo ostacolo, si arriva al tratto più spettacolare di tutto il canyon. L’Anfiteatro del Diavolo offre una vista fiabesca. Una vera e propria cattedrale naturale, composta da rocce incastrate l’una con l’altra, in equilibrio precario, che sembrano sfidare la legge di gravità. Una meraviglia della natura, davanti alla quale finisce l’avventura. Il resto del torrente è alla portata dei soli torrentisti esperti. Una grande cascata ostacola ulteriormente la risalita e solo con attrezzature adeguate ed una preparazione tecnica di ottimo livello, si può sperare di arrivare in cima sani e salvi. Ma non c’è tempo e motivo per rammaricarsi. Adesso bisogna ridiscendere il torrente, che, per consolarvi, sa ancora regalare scorci e panorami che all’andata erano stati celati da curve tortuose ed enormi macigni. Un viaggio emozionante e a tratti faticoso, che non manca di regalare momenti rinfrescanti e divertenti. I laghetti cristallini, le pozze gorgoglianti e le festose cascatelle lungo il perscorso, rappresentano il giusto premio fra una fatica e l’altra.

 

Arrampicata

Questo tipo di escursione è dedicata soprattutto a chi ha già qualche nozione tecnica. La Timpa di Cassano e quella di San Lorenzo, sulle quali solitamente si effettuano le arrampicate, sono abbastanza impegnative e richiedono attrezzature di sicurezza e il contributo di una guida esperta. Ma i gruppi alpinistici dell’area hanno elaborato anche brevi scalate per i principianti. Magari non verrà conquistata la vetta, ma le emozioni sono assicurate! Un’avventura da non perdere, fra fessure, speroni ed appigli precari. Un’audace azzardo, per gustare dall’alto l’emozionante visione delle Gole Alte del Raganello. La vista del canyon sottostante ed il rombo assordante delle sue cascate assicurano un’esperienza unica ed entusiasmante.

 

Escursionismo

Anche i meno avventurosi non devono assolutamente privarsi di una visita a questa zona. Molte associazioni dilettantistiche offrono guide esperte che accompagnano i visitatori lungo i vecchi sentieri scavati nelle montagne. Una volta appannaggio di briganti, pastori ed abitanti del luogo, oggi questi sentieri regalano la possibilità di inerpicarsi sulle timpe, per poter ammirare lo splendido panorama delle gole del torrente Raganello, in tutta sicurezza e tranquillità. Ovviamente l’abbigliamento dovrà sempre essere consono all’impresa e l’utilizzo di guide che conoscono bene la zona è sempre fortemente consigliato. In alcuni tratti i sentieri non sono ben visibili e la folta boscaglia rappresenta un rischio concreto per l’orientamento.

 

Dove dormire

Le Gole del Raganello si trovano in un’area protetta, che a sua volta fa parte del Parco Nazionale del Pollino. Pertanto, non è assolutamente possibile campeggiare. In alcuni casi, previa richiesta di autorizzazione nel comune dove si intende dormire, si può ottenere il via libera per montare una tenda. In cambio di questo privilegio, vige l’obbligo assoluto di non sporcare l’ambiente, di non accendere fuochi e di non abbandonare alcun rifiuto o attrezzatura utilizzata. L’intera area è però anche fornita di ogni genere di hotel, b&b e masserie, alcune delle quali dotate di area camping, con tutti i servizi. Le masserie, poi, oltre a fornire servizi di qualità, regalano l’occasione di provare le specialità gastronomiche della zona e di assaggiare i pregiati vini del Pollino.

 

Quando andare

Il periodo ideale per visitare Le Gole del Raganello è il periodo estivo, indicativamente da Giugno a settembre. Prima di inoltrarsi nel canyon è sempre buona norma informarsi sulle previsioni meteorologiche e sullo stato del torrente, per evitare di trovarsi nel bel mezzo di una piena.